Informazioni personali

Fatta di 1000 sfumature diverse...non so dire molto su me stessa...lascio agli altri le parole.

mercoledì 25 marzo 2009

«L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non s’incontra con l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente» Si tratta di un’inestimabile verità, densa di significato. Anzitutto, l’essere umano ha bisogno dell’amore (e non solo dell’accudimento) di altri, nella tenera infanzia per poter sopravvivere, e nel resto della vita per non patire diversi problemi della personalità. Inoltre, noi abbiamo costitutivamente bisogno non solamente di essere amati, ma anche di amare. In effetti, l’infelicità è una condizione di solitudine durevole: chi è realmente e non soltanto temporaneamente solo è tremendamente infelice. Certo, a volte abbiamo bisogno di stare a tu per tu con noi stessi, ma chi non intrattiene mai relazioni significative con alcuno è terribilmente infelice. Ci sono uomini solitari che vivono in pace con se stessi, ma la loro è una condizione di assenza di turbamento, di difesa dalle possibili ferite che derivano dai rapporti interpersonali, non di felicità. Infatti, non si può essere felici da soli, perché l’uomo è un essere sociale (e i contemplativi sono in stabile comunione con colui che Platone chiamava il Primo Amico). Del resto, per eliminare la solitudine non ci basta nemmeno vivere in mezzo agli altri, perché possiamo restare soli anche in mezzo ad una folla se intratteniamo delle relazioni superficiali. Abbiamo piuttosto bisogno di entrare in comunione interpersonale con gli altri, il che è possibile appunto grazie all’amore. Insomma, siamo spesso concentrati su noi stessi, quando invece (come dice un’immagine efficace di Kierkegaard), la porta della felicità si apre verso l’esterno, cioè amando gli altri. L’amore è pertanto la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano».
Lamberto Funghi

martedì 10 febbraio 2009

Interrogativi


18 gen 1992 - Dopo un incidente d’auto, Eluana, 20 anni, cade in uno stato vegetativo permanente. Ricoverata a Lecco, è alimentata con un sondino. La ragazza respira autonomamente pur senza coscienza, a causa della corteccia cerebrale necrotizzata.
17 anni dopo,si dichiara che sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è “una mostruosità disumana e un assassinio”. Secondo gli avvocati della famiglia Englaro, invece “è ora che Eluana venga lasciata morire come chiede suo padre da 16 anni”.
Queste i punti fondamentali sulla storia di questa ragazza.
E se Eluana fosse stata cosciente diversamente dal parere dei medici? se veramente avesse voluto e desiderato per anni di voler porre fine a quel supplizio?Chi siamo noi per decidere il contrario? e al contempo chi siamo noi per decidere di farla morire?
Onestamente da quando è stata fatta luce sulla sua storia anche forse sfruttandola per portare acqua al proprio mulino (caso Berlusconi e le diverse produzioni giornalistiche) noin sono mai riuscita ad avere un'idea chiara sull'azione da compiere,pareri e sentimenti contraddittori e conflittuali....La scienza è scienza eppure i sentimenti , il dolore e la pena di un genitore e della stessa ragazza probabilmente non sono da ritenere meno importanti o meno realistici.
Forse la sua morte, in anticipo rispetto ai pronostici, è stato un segno da colui che è al di sopra di noi tutti,un input per farci capire che siamo uomini e in quanto tali non possiamo ssempre avere certezze nè prendere decisioni avventate sulla scia di un momento di rabbia o di falso buonismo o al contrario di infinito dolore.Forse la sua morte a distanza di 17 anni dall'accaduto era qualcosa di segnato e che doveva avere un significato per noi tutti....

giovedì 5 febbraio 2009

MALE NON FARE, PAURA MAI AVERE!

qualche giorno fa ho fatto un sogno strano....ho sognato di essere in mezzo alla folla,vagavo spaventata,alla ricerca di qualcosa ma non sapevo esattamente cosa...mi guardavo intorno e non mi piaceva ciò che vedevo,volti tristi,volti insoddisfatti,persone che piangevano,io stessa che piangevo....stanotte quel sogno si è ripetuto,uguale,,perfettamente identico solo che ad un certo punto mi son ritrovata in uno specchio ,in lacrime,con la fronte aggrottata,infastidita,addolorata....non capivo...all'improvviso un bambino mi corre incontro,mi abbraccia ,mi stringe,piange....lo guardo,lo studio,lo osservo...mi sento leggera,diversa,perchè?
Ho capito....mi sono preoccupata tanto degli esami all'università,mi faccio prendere dall'ansia quando penso che tra un paio di settimane mi laureo...poi mi chiedo cosa è che voglio fare nella vita e la risposta è...l'ingegnere?si,anche...ma ciò che voglio veramente è cambiare qualcosa,in me,negli altri,nel mondo....voglio una vita diversa,voglio poter trasmettere agli altri le cose in cui credo veramente...l'amore ,gli affetti,la stima,il rispetto di sè e degli altri. Come oggi ho detto a un mio amico,è l'amore a guidarci verso un mondo migliore e verso noi stessi....solo quando avremo piena consapevolezza di ciò che siamo e di come agiamo,possiamo dire di aver creato qualcosa e modificato in meglio la nostra realtà quotidiana...realtà che è di noi tutti perchè siamo un tutt'uno...buoni e cattivi,ricchi e poveri,bianchi e neri,facciamo tutti parte di una stessa comunità,facciamo tutti parte del disegno della vita...una vita che dobbiamo vivere con onestà e dignità,e bontà e altruismo e dalla quale dobbiamo imparare....sempre...il mondo siamo noi e i nostri sogni e le nostre azioni e se non facciamo un cazzo ,se ci crogiolamo nel nostro non far niente,nei nostri vorremmo ma non possiamo,nelle nostre incoerenze,nelle nostre paure,nei nostri pregiudizi,nelle nostre falsità e ipocrisie,nei nostri falsi buonismi ma come cazzo lo cambiamo sto mondo?....Violenza e disonestà,soprusi di ogni tipo su donne,bambini,uomini costretti a vivere delle loro fragilità senza avere alcun mezzo per poter cambiare il loro destino ....ma se noi restiamo dietro un vetro a guardare,cos'è che cambiamo?