Informazioni personali

Fatta di 1000 sfumature diverse...non so dire molto su me stessa...lascio agli altri le parole.

mercoledì 23 luglio 2008

Amare per impazzire o essere pazzi per amare?

Cosa ne pensate? Sembra la stessa cosa, ma in realtà c'è una sottile differenza...E' una vita ormai che sono disinnamorata, eppure sono innamorata dell'idea dell'amore. A volte mi chiedo "mi innamorerò di nuovo?"
Chissà,poco mi importa! Bisogna essere pazzi per amare,andare incontro a tutti quei problemi ,il dover rendere conto a qualcuno ,dare spiegazioni,non poter più agire in piena libertà....che noia!!! Poi penso...però l'amore se è totale ,vero,unico non è mica una prigione?
Ci si sente ugualmente liberi no? non asfissiati,ingabbiati bensì in sintonia con l'altro,il completamento dell'altro e perciò liberi comunque....e si,si impazzisce ma è una pazzia differente da quella che si vede a priori prima di essere innamorati !
Si può impazzire di desiderio,dalla voglia inarrestabile di sentire l'altro vicino,le sue coccole,le sue parole d'amore, si può impazzire per la mancanza che si potrebbe avere dell'altro,per la nostalgia di un particolare momento vissuto,o ancora impazzire dalla gelosia, sentire il tormento dopo una lite furiosa per impazzire poi di piacere a pace fatta !
Come cambiano le cose a seconda da quale prospettiva si guardano vero?

venerdì 4 luglio 2008

Perle di Saggezza

Ti indichero' un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama!

Una bella donna non e' colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo e' di tale bellezza da togliere la possibilita' di ammirare le singole parti.

Mentre perdiamo il nostro tempo tra indugi e rinvii, la vita passa.

Ogni tanto è bello fare pazzie.

E' l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi.

Continua cio' che hai cominciato e forse arriverai alla cima, o almeno arriverai in alto ad un punto che tu solo comprenderai non essere la cima.
Seneca

Nel primo bacio d'amore,rivive il Paradiso terrestre.
George Byron

giovedì 3 luglio 2008

Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,chi non rischia e cambia colore dei vestiti,chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicita'.
P. Neruda

Pride and Prejudice

Ieri mi è capitato di rivedere ,dopo tanto tempo, il film "orgoglio e pregiudizio"tratto dal celebre romanzo della scrittrice inglese Jane Austen. Il romanzo ha come temi principali l'orgoglio del signor Darcy e il pregiudizio di Elisabeth Bennet nei suoi confronti.
Ma cosa significa esattamente essere orgogliosi al giorno d'oggi?
Si pensa all'orgoglio come a qualcuno che crede fortemente in se stesso, che ha una così alta opinione di sè da guardare gli altri dall'alto in basso e come a qualcuno che non vuole altro che l'attenzione su di sè e se ne frega degli stati d'animo altrui.
Ma è davvero questo l'orgoglio?non è forse dettato più spesso , da un meccanismo di autodifesa che prende il sopravvento quando ci si sente attaccati o non compresi fino in fondo,quando ci si sente in balia delle onde?perchè vedere in un simile atteggiamento necessariamente un'accezione negativa?perchè non ci si sofferma a pensare cosa si nasconde dietro quell'atteggiamento di finta superiorità?
Da qui il pregiudizio,letteralmente giudizio prematuro ovvero una valutazione fatta prima ancora di avere tutte le basi per farla.Tutto questo perchè? perchè a volte ci troviamo di fronte a delle scelte o pseudo tali e non avendo elementi sicuri tendiamo all'approssimazione fino a quando qualcuno o qualcosa non ci dimostra quanto lontani dal vero in realtà fossimo o in qualche caso quanto avessimo ragione.
Io son la prima a commettere questo errore...l'esperienza e il mio vissuto mi hanno indotta spesso a farmi un'idea approssimativa sugli altri,a dare più fiducia a qualcuno piuttosto che a un altro semplicemente per far fronte alla paura incondizionata che quel qualcuno potesse ferirmi di più rispetto all'altro. Ma non è detto che sia così no?Forse il pregiudizio è solo un modo apparente per semplificare la realtà,anch'esso un modo per quanto meno pulito e di sicuro più criticabile rispetto ad altri, di difendersi ponendo perciò le mani avanti come solitamente si usa dire.
Non si potrebbe evitare ciò? perchè risulta così difficile?